Camporosso, sul fiume Nervia, è il primo paese dell'omonima vallata. Nato, probabilmente, come agglomerato di capanne per ospitare, durante la stagione agricola, gli abitanti agricoltori della vicina Ventimiglia, trae il nome (secondo le differenti interpretazioni) o dal colore rossiccio del suo suolo, o dalla colorazione degli oleandri, di cui la zona fu ricca, o dai folti tappeti di anemoni scarlatti, che venivano coltivati sotto gli ulivi. La sua chiesa parrocchiale, dedicata a San Marco (costruita nel XV secolo, ristrutturata e rinnovata nel XVIII secolo) conserva, tutt'ora, tre tavole dipinte su legno, degne di segnalazione, databili tra il 1436 ed il 1553. Sulla piazza del borgo, l'oratorio del Suffragio o della Confraternita dei Neri. L'appuntamento di tradizione per Camporosso è la solenne processione del 20 gennaio (festa del patrono San Sebastiano. Tale solennità si festeggia anche, con identiche modalità e nello stesso periodo, a Dolceacqua), durante la quale un grande alloro, ricoperto di ostie variopinte, viene trasportato dai membri delle Confraternite attraverso le vie del borgo. Le ostie vengono poi distribuite agli abitanti e conservate gelosamente per tutto l'anno. Con questo atto si fa memoria del martirio di San Sebastiano che, impedito dai suoi carcerieri di ricevere la Comunione prima di morire, fu soccorso da un angelo, in cella, che gli portò l'ostia consacrata. All'uscita del borgo, sulla strada che sale su per la vallata, la vecchia chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nell'attuale cimitero, con il suo incantevole, piccolo campanile e la sua abside romanica.
Camporosso è Comune Bandiera Blu. |