
La provincia di Imperia possiede un vero e proprio patrimonio naturalistico. Si tratta soprattutto dei giardini di alcune ville storiche, che conservano tuttora alberi e fiori di rara bellezza, fatti arrivare da ogni angolo del mondo da esperti botanici, durante la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.
Grazie a un clima particolarmente adatto, è stato possibile ambientare specie provenienti dalla California, dal Centro e dal Sud America, dal Medio e dall'Estremo Oriente, dalla Cina e dall'India, dall'Africa, dall'Australia. Non bisogna dimenticare però che anche la vegetazione autoctona è di estrema ricchezza e varietà, tanto che, nel corso dell'Ottocento, naturalisti come Francesco Panizzi e Clarence Bicknell si sono prodigati a studiarla e catalogarla con attenzione, disegnandola o fotografandola.
Nel 1925 a Sanremo, tornando da Cuba, Mario Calvino e la moglie Eva Mameli (agronomo lui, botanica lei, nonché genitori dello scrittore Italo) hanno ospitato presso la loro residenza (Villa Meridiana, da tempo ristrutturata e suddivisa in appartamenti privati) la sede della neonata Stazione Sperimentale di floricoltura “Orazio Raimondo”.
Mario Calvino ha introdotto nella Città dei Fiori molte nuove specie vegetali, conosciute nei suoi viaggi all'estero, e ha sperimentato innovative tecniche di coltivazione. Nel parco di Villa Meridiana, Libereso Guglielmi, il giovane giardiniere della famiglia Calvino, divenuto poi un esperto di fama internazionale, ha imparato dal padre e dalla madre di Italo tutti i segreti delle piante. Mario Calvino, strenuo difensore della natura, è riuscito anche a scovare il modo per limitare i danni di un parassita che rischiava di distruggere intere coltivazioni: la famosa “formica argentina”, alla quale il figlio Italo ha dedicato uno dei suoi racconti più noti.
Sempre a Sanremo, sulle cui alture esposte al sole è poi cresciuta nelle tante serre l'industria dei fiori (esportati in tutto il mondo già a partire dai primi anni del Novecento), restano da segnalare i bellissimi giardini di Villa Ormond, e quello di Villa Nobel (residenza dell'industriale e chimico svedese inventore della dinamite).


Da non perdere un altro giardino molto particolare, recentemente restaurato: il parco di Villa Grock, a Imperia. Si tratta della villa dello svizzero Adrien Wettach, in arte “Grock”, uno dei più noti clown internazionali del primo Novecento. Il giardino è molto scenografico, sia per la grande ricchezza della vegetazione, sia per il bizzarro insieme degli interventi decorativi e architettonici, come le colonne a fuso, gli archi fantasiosi, le fontane e il laghetto con tanto di ponticello in stile orientale.
Un altro esperto botanico che, alla fine dell'Ottocento, ha contribuito a trasformare il volto del paesaggio di questa parte di Liguria, progettando vivai e lussureggianti giardini, è stato il tedesco Ludwig Winter. Trasferitosi a Bordighera, è stato il botanico dei grandiosi giardini di Villa Hanbury alla Mortola, a strapiombo sul mare (hanno un'estensione di 18 ettari), nei pressi di Ventimiglia, dove ha fatto acclimatare moltissime piante esotiche, californiane, australiane, neozelandesi. Si pensi che intorno al 1912 il giardino ospitava circa 6000 specie. Ai tempi di maggiore rigoglio del parco, quando era in vita sir Thomas Hanbury, lavoravano fino a 45 giardinieri.
Ma Ludwig Winter è stato anche l'artefice del parco di Villa Zirio a Sanremo, del “Vallone del Sasso”, dove ha fatto crescere piante tropicali come palme e ficus, e dei Giardini pubblici di Ventimiglia, presso la foce del fiume Roia.