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Torna in vita il più piccolo teatro del mondo

Abbandonato e semi distrutto da più di cinquant’anni, torna a nuova vita il più piccolo teatro del mondo (primato condiviso con il Teatro Catalani a Vetriano di Pescaglia in provincia di Lucca): si tratta del Teatro Salvini di Pieve di Teco (IM) che dal 2005 (anno dell'inaugurazione) è sede di una stagione teatrale.

Rassegna Teatrale Estate 2009

Il Teatro Salvini è una sala del tutto atipica soprattutto per le piccolissime dimensioni e per la grazia strutturale di chiaro impianto tipicamente sei-settecentesco a ferro di cavallo; 43 metri quadrati di palcoscenico, 90 posti tra la platea e i 2 ordini di palchi: queste le sue note tecniche, una sala che proprio grazie alle ridotte dimensioni attira da sempre visitatori italiani e stranieri incuriositi dalla particolarità dell’impianto e dalle misure mignon di questo teatrino che vanta però una lunga e illustre storia di attività artistica a partire dal 1834, anno in cui fu edificato.
Il Teatro Salvini detiene inoltre un primato decisamente particolare: è il più piccolo teatro del mondo (divide il record con il Teatro Catalani di Vetriano di Pescaglia in provincia di Lucca ma la sua edificazione è decisamente anteriore: il teatro di Vetriano infatti risale al 1890) e tale peculiarità aggiunge ovviamente motivo di interesse e di attrattiva per una costruzione, originariamente adibito a forno, la cui trasformazione in sala teatrale si deve unicamente alla caparbietà di un consigliere comunale dell’epoca, Giuseppe Manfredi, e al desiderio dei pievesi di avere un secondo teatro oltre al più ampio e antico Teatro Olimpico.
Nel corso del restauro, all’interno dei camerini posti sotto il palcoscenico, oltre a pitture e decorazioni di grande bellezza, è stato poi rinvenuto l’autografo di un grande del teatro ligure e italiano: Gilberto Govi che vi recitò più volte (prova ne è anche una locandina trovata anch’essa nel corso dei lavori), a testimonianza delle frequentazioni avute nel corso degli anni dalla“bomboniera” di Pieve di Teco.
Pur di dimensioni così ridotte il Teatro Salvini si candida ad ospitare non solo monologhi, ma anche incontri, conferenze e concerti solistici o da camera grazie anche all’ottima acustica che il restauro, effettuato da ebanisti specializzati sotto la supervisione della progettista, l’architetto Maria Carmen Lanteri, ha restituito alla sala.
La notizia della riapertura di un teatro è certamente in controtendenza rispetto alla norma: in un periodo in cui i teatri stentano a sopravvivere, chiudono o vengono trasformati in megastore o cinema ecc., il recupero, ad opera della PROVINCIA DI IMPERIA che è anche proprietaria dell’immobile e della Fondazione CARIGE che ne ha finanziato il restauro, di un teatro-bomboniera in un piccolo paese dell’entroterra dell’estremo ponente ligure è certamente una novità che mette gioia e fa ben sperare sul futuro – anche in luoghi non centralissimi- di un’arte che accompagna l’uomo da sempre.
Una notizia che rende inoltre giustizia ad una storica attitudine di Pieve di Teco come centro di attività artistiche e teatrali: le prime informazioni sulla propensione di questa cittadina a ospitare e a realizzare spettacoli teatrali messi in scena sia da compagnie locali e dialettali sia da compagnie professionali di giro risalgono ai primi anni del 1700. Alcune testimonianze storiche infatti definiscono gli abitanti di Pieve di Teco “molto inclinati e molto amanti della musica e del teatro”.
Non stupisce quindi che dopo una serie di traversie -dal dopoguerra ad oggi- il rinato Teatro Salvini si proponga di essere un punto di riferimento per una porzione di territorio che continua a essere estremamente attivo e desideroso di cultura, arte e spettacolo.
E’ interessante poi notare che l’inaugurazione del Teatro Salvini rappresenta un segno diverso anche rispetto all’utilizzo delle risorse: in un periodo in cui si tende a concentrare e a accentrare nelle grandi città le occasioni di svago e di scambio culturale, il recupero di un piccolo teatro posto nell’entroterra rappresenta anche la volontà di contribuire a rivitalizzare il capitale sociale, culturale e turistico di zone che hanno negli ultimi decenni un po’ patito il confronto con la zona costiera.
Un piccolo teatro per una grande occasione: il rilancio di una frazione di entroterra fra i più belli dell’intera Liguria.

- Ubicazione: Comune di Pieve di Teco , provincia di Imperia, via Umberto 1°.
 - Proprietà: l'edificio è attualmente di proprietà dell'Amministrazione Provinciale di Imperia.
 - Finanziamenti: Fondazione CARIGE.

 

Teatro Salvini

Teatro Salvini

Cenni Storici

Le vicende legate alla costruzione dell'odierno Teatro Salvini risalgono alla prima metà del XIX secolo e si inseriscono in un contesto di vivo interesse per le attività teatrali e musicali dimostrato dalla popolazione di Pieve di Teco sin dal 1750 circa, come testimoniato da varie fonti (Casalis, Sertorio). Nel 1834 Giuseppe Manfredi, esponente di una benestante famiglia locale, chiede al Comune di Pieve la concessione del "forno detto della Roggia" e del terreno annesso per costruirvi un teatro "regolato e basato sopra principi sani [...] utile e vantaggioso per ogni supposto sia politico che morale". L'impianto dell'edificio, una volta trasformato da forno a sala per spettacoli, non corrisponde ai canoni teatrali ottocenteschi, ma richiama tipologie sei-settecentesche con una platea rettangolare da circa 200 posti a sedere, su cui si affacciano il loggione e due ordine di palchetti allineati su una pianta ad "U" stretta e lunga che mal si presta ad offrire al pubblico la visibilità ottimale, ma che trae motivo da una necessità di interazione con la platea nel caso di feste danzanti, molto frequenti all'epoca; il palcoscenico, modesto, è separato dalla sala da un boccadopera decorato pittoricamente; tutta la struttura della sala, la sua copertura, il palcoscenico sono interamente in legno.
A causa della frammentarietà della documentazione esistente, del Teatro Salvini rimangono poche testimonianze storiche:
- 1868: viene citato nell'ambito del censimento di quell'anno come "Teatro di Pieve di Teco" dal Prefetto di Porto Maurizio;
- metà del XIX secolo: passa nelle mani della famiglia Sibilla (e come "Teatro Sibilla" si trova elencato in una pubblicazione sui teatri italiani pubblicata dal Rosmini);
- 1897: si attuano lavori di restauro e rifacimento della copertura;
- anni 1930-'40 il teatro torna proprietà della famiglia Manfredi.
Incerta è la collocazione temporale dell'intitolazione del teatro all'attore Tommaso Salvini (1830-1915): secondo alcune fonti (F. Ragazzi) si risalirebbe al 1897, per altre (A. Giacobbe) si deve arrivare al primo dopoguerra.
Quello che è certo, è che per tutto il XIX secolo e sino agli anni Venti il teatro è caratterizzato da un'attività veramente intensa: la gestione privata di questo edificio pubblico ospita con una certa regolarità opere liriche e spettacoli, compagnie di giro e filodrammatiche locali.
Dal 1920 in poi, invece, complice una più vasta crisi dell'economia e del ruolo di crocevia sino ad allora svolto dal paese di Pieve di Teco, si assiste ad un lento ma inesorabile declino dell'interesse nei confronti delle attività teatrali e musicali, che porterà - oltre cinquant'anni or sono - alla inevitabile chiusura definitiva del Teatro Salvini che tra le compagnie ospitate (è bene ricordarlo) poteva vantare anche quella del grande Gilberto Govi.